il cinema come simbionte

ottobre 10, 2007

Il termine filmóide è stato coniato da Stefano Martina, uno degli ideatori ed organizzatori del festival internazionale di Cortometraggi e Nuove Immagini Arcipelago, nel 2000.

Identifica un ibrido tecnoaudiovisivo che anticipa gli oggetti multimediali e multiformato prodotti e diffusi oggi tramite la Rete e visualizzabili attraverso una moltitudine di interfacce diverse, dagli schermi dei computer — desktop, notebook, ultra mobile PC — a quelli dei telefonini, degli Ipod, dei palmari, dei videolettori portatili, delle consolle multimediali. Senza dimenticare la televisione, ormai terminale video di segnali digitali.

Filmóide è una parola che mi è sempre piaciuta e che, secondo me, rappresenta molto bene anche tutte quelle sperimentazioni che stanno avvenendo sul Web e che cercano di ridefinire il concetto stesso di cinema e di produzione audiovisiva, appoggiandosi sugli strumenti informatici e sulle filosofie del Web 2.0.

Non esiste una definizione univoca ed universalmente riconosciuta di che cosa sia realmente il Web 2.0. La sua natura di fenomeno emergente rende questa nuova entità tecno-sociale, liquida e sfumata, soggetto di innumerevoli analisi e discussioni volte ad identificarne caratteristiche e peculiarità. Qualche aspetto saliente può però essere individuato. Partecipazione, collaborazione, condivisione trasformano utenti e navigatori del Web in soggetti attivi, consumatori e nello stesso tempo produttori di contenuti (prosumers). Internet mobile, blog, wiki , communities, mondi virtuali persistenti, consentono un’interazione a-geografica che permette uno scambio reticolare di informazioni, di esperienze, di conoscenze. Le nuove pratiche sociali supportate dall’infrastruttura informatica, modulare e distribuita, fanno emergere nuovi modelli di produzione, orizzontali e condivisi – “produzione orizzontale basata sui beni comuni”, secondo la definizione di Yochai Benkler. Al mercato di massa si affianca una massa di mercati, che scivolano dal regno degli hit planetari e dei blockbusters plurimilionari alla coda lunga dei prodotti di nicchia, il settore trascurato dalla cultura mainstream ma ricco di potenzialità ed opportunità.

La citazione precedente è tratta da un mio articolo pubblicato su Cinema Invisibile, articolo che vi invito a leggere per avere un’idea dei temi e degli argomenti che verranno trattati in questo blog.

Il cinema ha trovato, nella Rete, uno spazio, un ecosistema dove vivere ed evolvere. Il cinema può diventare un simbionte del Web, un organismo che vive insieme ad un altro, in modo che entrambi traggano vantaggio reciproco dalla convivenza. Il cinema modifica la sua natura per trovare il suo posto nella cultura convergente.

Questo blog vuole essere un meta-esperimento, un esperimento che osserva un altro esperimento. Aperto ad ogni contributo il blog avrà una frequenza variabile, in relazione alle notizie, alle riflessioni ed agli argomenti che si affacceranno sulla scena digitale a proposito del cinema 2.0. I primi post saranno dedicati essenzialmente ad approfondimenti ed aggiornamenti sulle voci dell’articolo pubblicato su Cinema Invisibile.