Diamoci un taglio!

novembre 16, 2007

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Thelma Schoonmaker, Peter Przygodda, Michael Kahn, Pietro Scalia sono nomi per lo più sconosciuti al grande pubblico che affolla le sale cinematografiche. Eppure, come sanno bene i cinefili e gli addetti ai lavori, il successo di un film dipende anche dall’abilità e dall’inventiva di professionisti come quelli elencati: loro sono montatori, coloro a cui spetta il compito di creare un flusso narrativo coerente dalle centinaia se non migliaia di ore di girato, seguendo ed interpretando idee, visioni e, a volte, incubi dei registi.

Stray Cinema dà la possibilità ai cittadini digitali un’opportunità unica: creare la propria versione di un film, montando il “girato” secondo il proprio gusto, la propria estetica, la propria creatività, partecipare ad un concorso online, e, se si risulterà tra i primi cinque classificati, confrontare sul grande schermo il risultato con la versione realizzata dal regista “ufficiale”

Questo esperimento in progress è stato ideato nel 2006 da Michelle Hughes, attrice ed appassionata di cinema digitale e da Tom Goulter, regista, sceneggiatore e montatore .

Miscelando tra loro il filmmaking con le filosofie ed le applicazioni del Web 2.0, sperimentando la condivisione delle informazioni online attraverso il copyright flessibile delle licenze Creative Commons, incoraggiando il modello partecipativo a più livelli Stray Cinema è un altro progetto che vuole esportare nel mondo del cinema la filosofia open-source, secondo la quale “il mio progetto crescerà oltre le mie aspettative se ti permetterò di usufruirne liberamente”.

Il meccanismo alla base di questa iniziativa è piuttosto semplice: un filmmaker viene invitato a girare un film. Il materiale girato, in una versione a bassa risoluzione, viene messo a disposizione sul sito per il download. A questo punto chiunque può scaricarlo e creare una breve sequenza di un paio di minuti utilizzando il materiale a disposizione, eventualmente integrandolo non più del 20% di nuovo girato. Questa mini versione alternativa della storia originale può venir messa su YouTube e quindi linkata al sito di Stray Cinema. La community che si è formata intorno al progetto voterà i cinque migliori lavori, che saranno proiettati — in una versione ampliata e in alta risoluzione — insieme alla versione originale in una proiezione pubblica.

Lo scorso anno la proiezione si è svolta a Londra mentre per l’edizione in corso la proiezione si terrà in Nuova Zelanda, patria del progetto. Il sogno di Michelle e di Tom è, per il 2010, di mettere a disposizione dei partecipanti materiale girato da David Lynch!

Tutte le informazioni sulle modalità ed i termini del concorso sono disponibili sul sito, insieme ad un video-tutorial rivolto agli aspiranti montatori meno esperti. I primi sei “corti” realizzati a partire dal girato di quest’anno sono già online. Anche per i musicisti è prevista la possibilità di partecipare al progetto, rendendo disponibili le loro composizioni ai partecipanti al concorso.

Un’ultima cosa: si stanno cercando registi per girare il materiale del 2009. Filmmaker italiani, fatevi sotto!

Fonte:

Cinema Minima

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il cinema come simbionte

ottobre 10, 2007

Il termine filmóide è stato coniato da Stefano Martina, uno degli ideatori ed organizzatori del festival internazionale di Cortometraggi e Nuove Immagini Arcipelago, nel 2000.

Identifica un ibrido tecnoaudiovisivo che anticipa gli oggetti multimediali e multiformato prodotti e diffusi oggi tramite la Rete e visualizzabili attraverso una moltitudine di interfacce diverse, dagli schermi dei computer — desktop, notebook, ultra mobile PC — a quelli dei telefonini, degli Ipod, dei palmari, dei videolettori portatili, delle consolle multimediali. Senza dimenticare la televisione, ormai terminale video di segnali digitali.

Filmóide è una parola che mi è sempre piaciuta e che, secondo me, rappresenta molto bene anche tutte quelle sperimentazioni che stanno avvenendo sul Web e che cercano di ridefinire il concetto stesso di cinema e di produzione audiovisiva, appoggiandosi sugli strumenti informatici e sulle filosofie del Web 2.0.

Non esiste una definizione univoca ed universalmente riconosciuta di che cosa sia realmente il Web 2.0. La sua natura di fenomeno emergente rende questa nuova entità tecno-sociale, liquida e sfumata, soggetto di innumerevoli analisi e discussioni volte ad identificarne caratteristiche e peculiarità. Qualche aspetto saliente può però essere individuato. Partecipazione, collaborazione, condivisione trasformano utenti e navigatori del Web in soggetti attivi, consumatori e nello stesso tempo produttori di contenuti (prosumers). Internet mobile, blog, wiki , communities, mondi virtuali persistenti, consentono un’interazione a-geografica che permette uno scambio reticolare di informazioni, di esperienze, di conoscenze. Le nuove pratiche sociali supportate dall’infrastruttura informatica, modulare e distribuita, fanno emergere nuovi modelli di produzione, orizzontali e condivisi – “produzione orizzontale basata sui beni comuni”, secondo la definizione di Yochai Benkler. Al mercato di massa si affianca una massa di mercati, che scivolano dal regno degli hit planetari e dei blockbusters plurimilionari alla coda lunga dei prodotti di nicchia, il settore trascurato dalla cultura mainstream ma ricco di potenzialità ed opportunità.

La citazione precedente è tratta da un mio articolo pubblicato su Cinema Invisibile, articolo che vi invito a leggere per avere un’idea dei temi e degli argomenti che verranno trattati in questo blog.

Il cinema ha trovato, nella Rete, uno spazio, un ecosistema dove vivere ed evolvere. Il cinema può diventare un simbionte del Web, un organismo che vive insieme ad un altro, in modo che entrambi traggano vantaggio reciproco dalla convivenza. Il cinema modifica la sua natura per trovare il suo posto nella cultura convergente.

Questo blog vuole essere un meta-esperimento, un esperimento che osserva un altro esperimento. Aperto ad ogni contributo il blog avrà una frequenza variabile, in relazione alle notizie, alle riflessioni ed agli argomenti che si affacceranno sulla scena digitale a proposito del cinema 2.0. I primi post saranno dedicati essenzialmente ad approfondimenti ed aggiornamenti sulle voci dell’articolo pubblicato su Cinema Invisibile.